Dare to break the loop

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Original art by @dave_deckard

Nilk - Dare to break the loop

Nilk — musica ufficiale, testi annotati e storie dietro ai brani. Dare to break the loop. Conosciuto anche come Nilk Sound.

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Dietro il nome

Il nulla, il vuoto che mi sono portato dentro per anni.
L’inizio.

La costante: speranza, fede, amore.
Quello a cui mi sono aggrappato quando non sapevo chi fossi, né dove stessi andando. È capovolta perché è così che funziona davvero: l’amore vero ti ribalta l’esistenza.

Dentro questo nome c’è anche altro.
“Link”, anagrammato: connessione invece di isolamento.
Linkin Park, assonanza: mi hanno fatto sentire meno solo, proprio quando lo ero.

Dietro la maschera

Luna, non fare la timida, dai, che ti conosco.
Fai mostra del sorriso a chi non vede che la luce,
ma l'ho visto come appare dal cuore del bosco.
— Da Moon's other side

Sono passato dal nulla a qualcosa nel 1994. Poi, in qualche modo, sono tornato nel nulla. È da lì che ho iniziato a scrivere.
Bullismo e solitudine non sono solo ricordi, sono stati la miccia. Il bisogno di amare e di essere amato mi ha consumato, prima ancora di capire cosa fosse davvero l’amore. Mi sono aggrappato all’unica cosa che i miei genitori mi hanno lasciato davvero: la fede. Non come risposta facile, ma come unica speranza che non crollava. Dio mi ha tirato fuori da più cadute di quante riesca a contare. Oggi, da adulto, marito, padre, ho deciso di non nascondermi più.
Questa musica è il modo in cui lo faccio. È il modo in cui dico che tutto ha sempre avuto senso.

Se sei stato nel buio, non ho bisogno di spiegarti niente.

Dietro la musica

Non faccio musica per dimostrare niente, non mi interessa essere elogiato, e nemmeno penso di essere bravo. Mi interessa essere vero. Scrivo di quello che ho vissuto: vuoto, fede, amore, cadute, ritorni, famiglia. Temi “forti”? Temi banali? Non mi interessa, sono gli unici che conosco davvero.

La musica è stata prima un rifugio, poi un modo per restare in piedi. Oggi è una testimonianza: tutto ha avuto senso, e continuo a lottare ogni giorno per difendere questo senso. Sono cresciuto con i Linkin Park, con Chester che urlava quello che avevo dentro anch’io. Dolore, fragilità, rabbia: la sua voce liberava tutto quello che non riuscivo a dire. Era catartico, liberatorio.

Dopo questo elenco, la maggior parte di voi metterà in dubbio la mia coerenza in senso artistico. Ho trovato poesia in Rancore, espressività in ogni nota cantata da Sia, realtà nei temi dei Negramaro, unicità nei System of a Down. Quelle sensazioni sono rimaste. Se ascoltando un mio pezzo provi qualcosa, o ti riconosci, anche solo per un attimo, allora ha funzionato. Il resto non conta.